Se hai qualche cosa da dire
dilla cantando, si usa così.
[Riso Amaro – Giuseppe De Santis]

Non so se avete presente il manifesto “Cambia il vento” di Andrea Santoro per la Festa Democratica. Ecco, quello lì, quello con la gonna alzata. A me non era piaciuto, ma non perché sono la solita nazifemminista bigotta moralista radical chic e chi più ne ha ne metta. E’ che semplicemente non ce n’era bisogno, potevano sceglierne un altro. Voglio dire fotografiamo una donna, e ricadiamo ancora sui soliti cliché: cosce, tette, fianchi, ecchennoia…Non è per moralismo, è che si parla tanto di immagine diversa della donna e poi siamo ancora qui? Cheppoi, data la svolta femminsta nell’aria, mi sembra anche una scelta poco furba, certo avrà fatto parlare, però…quando capirà la sinistra italiana che per battere la destra non bisogna usare gli stessi mezzi e lo stesso linguaggio?
Non sono arrabbiata sono annoiata. Ecco. Noia, solo noia.
Ho letto l’intervista all’autore della foto, e mi stava anche piacendo. Scricchiolava un po’ ma dai, si fa per scherzare, volemose bene e fatte ‘na risata. E a me piace non prendermi sul serio. Sono stata al gioco fino all’ultima domanda, ecco lì non ce l’ho fatta più. Mi sembra che proprio sbrodoli le presunte buone intenzioni da maschio_femminista_ironico​_che_le_femministe_seriose​_non_capiscono. Se posso dire una cosa molto politically uncorrect, com’è nel mio stile, non mi stupisce che sia una sgomitata fra due maschi, in cui si perde il senso discreto e opportuno della misura.
La giutificazione dell’ironia maschera sempre più spesso, ultimamente, approssimazione.
E lo dice una che dell’ironia fa la sua bandiera.
Secondo me, si poteva evitare, così, per andare sul sicuro finché siamo ancora così incerti.
L’intervista la trovate qui:

www.dirittodicritica.com/2011/07/20/andrea-santoro-festa-democratica-manifesto-23704/

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