Il destino di Cornelia pareva poter essere sempre
sempre e soltanto quello:
o venir maltratta o venir istruita.
[Poirot sul Nilo – Agatha Christie]

Vi ricorderete senz’altro la campagna di reclutamento modelle vergini, di cui qui:
https://mailcieloesemprepiublu.wordpress.com/2011/05/30/dallannunciazione-allannuncio/
che aveva suscitato un vespaio d’interrogativi. Ora finalmente dissipati.

Qualche giorno fa, di buon mattino, mi reco alla fermata dell’autobus, eccellente luogo d’incontro casuale per milanesi abitudinari. Aspettando, mi cade l’occhio sulla signorina benvestita vicino a me. Posa fra il sexy e lo sfavato, spezzato grigio, capello biondo d’ordinanza, espressione infelice che ricorda vagamente il martirio di San Sebastiano. In calce, la signorina m’informa:
“Sono Monica lavoro in politica e non vado a letto con nessuno”
Ah.
Piacere, Alessandra, lavoro col video e non sono solita dare informazioni circa le mie abitudini sessuali a sconosciuti.
Mi accorgo che in alto a sinistra c’è la firma di quei volponi che cercavano modelle vergini, adesso capisco perché. La pubblicità-verità, ci mancherebbe. Ora sì che capisco le nobili intenzioni, peccato che partano, come sempre, dalla solita cialtroneria di fondo. Excusatio non petita accusatio manifesta. Si sa che le donne vanno avanti in politica grazie ad un’amministrazione sconsiderata dell’utero allora noi volponi facciamo una Monica diversa. E allora perché Monica sente il bisogno di giustificarsi, prima ancora di essersi presentata? E quanto è restrittivo quel “nessuno”? Cioè Monica non può avere una vita sessuale allegra? Siccome deve fare carriera allora c’è bisogno di votarsi alla sacra castità, sennò chissà cosa dicono? E se anche andasse a letto col capo per fare carriera, perché si presuppone sempre e comunque che sia da condannare Monica e non il suo capo, che si approfitta della sua posizione?
Non lo so. A me pare che fra la mentalità che partorisce questa campagna e quelli che al telefono dicono che “le ragazze sono tutte p****ane” non ci sia alcuna differenza.
Però questa campagna si chiama : Woman Evolution Campaign.
E sottolineerei Evolution. Che c’abbiamo messo 40 anni a farvi entrare nelle zucche che la verginità non è un valore e ora la ritiriamo fuori.
Sul suo sito il brand offre anche una puntuale descrizione del suo impegno nel combattere gli stereotipi di genere. Si legge:

Si strizza l’occhio, a voler semplificare, verso quelle donne che hanno il coraggio di essere se stesse, verso quelle donne che hanno cuore, cervello e attributi, verso quelle donne che rispettano il proprio corpo fino al punto di avere l’audacia di mostrarlo, verso quelle donne consapevoli che esprimere la propria femminilità non è un peccato. Una nuova forma di femminismo che rinnega il femminismo stesso. Si auspica una società nella quale le donne, che hanno il coraggio di essere se stesse, non debbano essere definite femministe ma solo donne.

Insomma, una nuova forma di femministe che ci faccia vedere le cosce senza rompere tanto le scatole.
Perché si sa, le foto della campagna ce lo mostrano: le Donne Vere sono (o devono essere) femminili, e bellissime.

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