E sarai donna sì
ma solo fuori di qui
[Renato Zero – Chi sei?]


La primavera, nonostante i piovosi capricci, ha portato delle novità!

Lea Melandri ha citato “Ma il cielo è sempre più blu”, nel suo ultimo articolo su “La 27a ora” collegando i ruoli definiti dagli stereotipi di genere alla violenza sulle donne. E’ una riflessione assai interessante che mi capita di affrontare spesso. Finché ci sarà la cultura del “sesso debole” ci saranno le sue connaturate degenerazioni violente…
In un commento all’articolo si taccia Lea addirittura di “femminismo misadrico”. Com’è che risulta così difficile accettare che non esista un genere subalterno? Che le presunte “differenze biologiche” non implicano niente? Che l’ipotetica differenza di stazza (provate a confrontare un nerd con una campionessa di lancio del peso) può diventare totalmente insignificante quando il rapporto uomo-donna si fonda sull’interesse oltre il corpo? Che finché sarò la donna da proteggere sarò anche la donna da aggredire?

Magari si potrà parlare anche di questo nelle prossime proiezioni di “Ma il cielo è sempre più blu”:

Martedì 8 maggio, alle 10:00 nella scuola media di Palazzolo, agli alunni di una terza. L’iniziativa è partita grazie a Giorgia Vezzoli, che durante l’incontro parlerà di stereotipi di genere, media e comunicazione.

Martedì 15 maggio, alle 14:30 circa, all’Università di Milano Bicocca, nell’ambito del laboratorio “Tecniche di analisi di società multiculturali” tenuto da Roberta  Marzorati; nello specifico verrà proiettato durante la lezione “Costruzione del genere e della sessualità” tenuta da Daniela Cherubini.

Le proiezioni sono riservate agli/lle studenti iscritti/e al laboratorio. O agli alunni e alle alunne della classe.

Nel frattempo l’inchiesta si estende, una scuola milanese ha aderito mettendosi a disposizione.

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