La protesta, quando parte dalle donne
incontra reticenza, ironia,
se non
decisa condanna.
[Loredana Cornero – La tigre e il violino]

Nel 1977 arrivò in prima serata su Rai2 “Si dice donna”, un programma fatto dalle donne per le donne. Quelle vere dico. Quelle che non si riconoscevano nella donna descritta dagli uomini. Parlavano di contraccezione, di aborto, di salute, di sessaulità, di lavoro, di arte, di manifestazioni, di matrimonio, di ruoli in casa, di politica. Insomma di roba che ora pare fantascienza.
Vedere oggi “Si dice donna” ti da un effetto straniante. Ti sembra di esserci dentro e nello stesso momento ti sembra lontanissimo. Stringe il cuore e ti fa arrabbiare. Ti chiedi per quale ragione ora non possa più essere così? Chi ha sbagliato? Dove? Che è successo? Quando?
Ho chiesto a delle mie amiche  una loro opinione sulla tv di adesso. Su quanto ci si ritrovassero, su come la considerano, su quanto le ha aiutate, o su quanto e come la guardano. E’ emerso un quadro interessante, parecchio.
Ne parliamo martedì 6 novembre all’Unione Femminile Nazionale di Milano. Dalle 17.30 in corso di Porta Nuova 32. Ci saranno Tilde Capomazza autrice di “Si dice donna”, Loredana Cornero autrice di “La tigre e il violino”, Annamaria Guadagni, una giornalista e….io. Argh.
Vi aspettiamo!

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