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Ma dura in lui l’antico sangue
del monello di campagna

[Sergej A. Esenin – Confessione di un teppista]

Il notizione è che dopo 4 anni “Ma il cielo è sempre più blu” verrà proiettato ad Altopascio.
Ora potrei partire con la filippica a cui allude, con discrezione affatto polemica, il titolo del post; e tuonare contro tutti quelli a cui mi sono rivolta, enti culturali e politici autoctoni, che non mi si sono minimamente filati in questi 4 anni, ma sarò superiore, massì. Diciamo che avendolo già denunciato in tutte le proiezioni avvenute finora, può bastare. Ecco.
Ringrazio fin da ora la libreria “Gulliver”, e Ilaria Centoni, che mi hanno accolto da subito a braccia aperte e hanno organizzato questo evento. Domani pomeriggio, dalle 17.00 in poi. Fra tutte le proiezioni che ho fatto, questa è forse quella che m’inquieta di più, che non credo s’incomodi né il vitello grasso né il figliuol prodigo.
Qui sotto la deliziosa locandina!

altopascio

Già che siamo in argomento aggiungo che la proiezione del terzo capitolo girato nella provincia di Brescia, di cui presto sarà online un estratto, è stata interessantissima. Assistevano i bambini e le bambine intervistate, i loro genitori, le maestre, e anche illustri bloggers (Giorgia Vezzoli, che conduceva, e Lunatica da Un altro genere di comunicazione). Sono emerse riflessioni stimolanti.
Giovanna, la maestra che mi ha aiutato nella realizzazione del documentario, identificava uno dei nessi che lega l’importanza di un’educazione libera da stereotipi di genere, alla violenza sulle donne: il rispetto del No. E’ nella scuola che si può insegnare la stabilità del rifiuto, sia da parte di chi lo attua, sia da parte di chi lo riceve. Educare le femmine ad essere cedevoli, troppo accoglienti, e i maschi a passare sopra ai rifiuti, forti della loro dovuta dominante, può gettare i semi di una mentalità che sfocia nella legge del più forte, che vede le femmine come il sesso debole, il genere da proteggere e anche da aggredire.
Lunatica invece era stupita dell’importanza che i bambini e le bambine danno, ancora oggi nell’era della tecnologia, alla forza fisica. E’ vero. Fintantoché i parametri di valore e di relazione saranno basati sulla prestanza fisica (peraltro stereotipata) non si cambierà niente. E del resto, nella vita reale, nei nostri rapporti di lavoro, di studio, nel tempo libero, quando mai sono importanti le prestazioni fisiche? Vi capita di fare colloqui sollevando pesi? Perché poi ci si incrosta ancora a pensare che la femmina ha bisogno sempre e comunque di un maschio che la protegga e le faccia strada?

Concludo con un po’ di lusinghieri aggiornamenti. (faccinachesorride)

“Ma il cielo è sempre più blu” è citato nel libro “C’è differenza” (FrancoAngeli, 2013) di Graziella Priulla, sociologa, docente all’Università di Catania. L’ho scoperto per caso, su segnalazione di un’amica! Nella foto il momento del ritrovamento.

priulla c'è differenza

E: oggi, sul Corriere della sera, trovate un mio trafiletto a proposito della sciopero delle donne, i contenuti sono più o meno quelli che ho scritto nello scambio di mail avvenuto fra le LUDdiste, parzialmente riportato da Lea Melandri su Zeroviolenzadonne

corriere x scioxo

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