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Foto Marika De Sandoli

E’ stato interessante, bello, formativo, ricco, e divertente.
E’ stato faticosissimo.
E’ stato il quarto capitolo di “Ma il cielo è sempre più blu” realizzato a Sesto San Giovanni (Milano), periferia di città.
E’ stato girato a settembre e subito montato. 70 bambini e bambine, 5 ore di girato, 3 giorni di riprese, 1 microfono rotto, 2 versioni definitive, 100 dvd, 2 settimane per montarlo, 4 notti al pc, 1 progetto, infinite mail, il convegno.
“Così sono se mi pare. Oltre gli stereotipi, la sfida della parità.”
A Sesto San Giovanni, il 7 novembre, organizzato da Usciamo dal Silenzio, nello specifico da Assunta Sarlo, partner del progetto “Progettare la parita in Lombardia 2014”, a cui ha partecipato come capofila il Comune di Sesto, grazie all’interessamento di Rita Innocenti (persona splendida, politica fuori da comune..) Assessora alle Pari Opportunità.
La mattina è stata formativa.

Marina Piazza, ha posto l’attenzione sui nuovi stereotipi fluttuanti ma rigidi. La donna in azienda. Dallo stereotipo della carrierista impermeabile ai canoni di bellezza imposti, si pensi alle politiche Rosy Bindi o Tina Anselmi, siamo passati a Christine Lagarde, la donna inappuntabilmente curata che ogni mattina dedica un’ora al massaggio; particolare ambiguo che cela una trappola: per essere accettate nella società, per sfondare il tetto di cristallo, si deve coniugare l’intelligenza alla bellezza? Tacchi alti => alti obbiettivi? Per diventare soggetti le donne devono oggettivarsi? Il richiamo alla realtà impone la necessità dell’imperfezione.

Letizia Lambertini, antropologa, evidenzia l’assenza di lessico. Le parole non sono adeguate alla varietà dell’esperienza e dei pensieri. I bambini e le bambine che vivono in un contesto aperto, stimolati dalla quantità di variabili del reale, crescono più liberi e più libere. La condivisione delle esperienze, il racconto può sopperire a questa mancanza, fornendo strumenti anche nella scuola.

E’ quello che fa Alessio Miceli, Maschile Plurale, raccontandoci un confronto avuto con un suo studente. La sua soggettività di uomo, è utile come strumento per interpretare la sessualità, intrisa di virilità stereotipata, fruita dal ragazzo attraverso internet.

Marina Cosi, Gi.U.Li.A, disserta invece sulla necessità di un linguaggio che sgretoli l’idea del neutro maschile. La declinazione al femminile di certe professioni, avallata dal sacro bollo dell’Accademia della Crusca, introduce nell’interlocutore la consapevolezza di star usando uno stereotipo. Ministra, si dice. Avvocata si dice. E se qualcuno fa del purismo ricordiamoci che perfino Dante usa questi termini nella Commedia, riferendoli alla Madonna.

E per finire Assunta Sarlo, coordinatrice del convegno, introduce me e “Ma il cielo è sempre più blu” con una lettura dell’ultimo libro di Maria Perosino “Le scelte che non hai fatto”.

E poi nel pomeriggio l’assemblea dei bambini e della bambine, intervistati e non intervistati nel nuovo capitolo. A breve ne farò il consueto estratto da youtube. Anticipo solo due cose.

La prima.
Una delle risposte ricevute. L’ho sentita, l’ho trascritta, ma nella frenesia del montaggio è andata perduta. L’ho ricercata febbrilmente riascoltando tutte le 70 interviste, Niente. Persa, come lacrime nella pioggia.
Era di un bambino di 5° elementare.
– C’è differenza fra maschi e femmine?
– Sì. I maschi sono più attivi. Le femmine sono più tranquille. Poi è chiaro che se sbarcano gli alieni anche le femmine scappano.

La seconda.
Un commento a caldo di una bambina al convegno. Biondina timida, jeans, felpa rossa. Capelli corti su un fianco, e lunghi sul resto della testa.
– Ti è piaciuto questo documentario?
– Sì. Perché racconta le vite degli altri.

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Il dvd contenente solo questo 4° capitolo è distribuito dal Comune di Sesto San Giovanni, ed è a disposizione delle scuole che hanno aderito al progetto: gli istituti comprensivi “Giovanni Pascoli”, e “Martiri delle Libertà”.

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